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Relazione con gli altri

Dopo aver parlato della relazione con sé stessi, cerchiamo di capire cosa si intende invece per relazione con gli altri quando si parla dei livelli energetici che approfondiremo nei prossimi articoli.

Sicuramente, a differenza dell’altra, questa relazione è più semplice da capire anche perché risulta molto più intuibile, ma quello su cui è bene soffermarci è su come questo tipo di relazione avvenga a seconda del livello di riferimento.

Se ad esempio si parla di relazione con gli altri a livello fisico, significa analizzare come il nostro IO è in grado di interloquire fisicamente con l’altra persona.

E’ da tenere bene a mente infatti che anche se si parla di relazione con gli altri, il nodo centrale continuiamo a essere noi.

Mi spiego meglio: avete presente l’esempio fatto nel precedente articolo riguardo la conversazione di un uomo con una bella donna? In quell’esempio ci si chiede il perché l’uomo potrebbe essere impacciato. Adesso chiediamoci: che cosa sta ricevendo il campo energetico di quell’uomo da quello della donna per scatenare quel tipo di atteggiamento?

Se la risposta la ricerchiamo nel livello fisico, che come abbiamo visto dall’esempio porta l’uomo a toccarsi continuamente il viso per assicurarsi di essere a posto con la pettinatura, con le sopracciglia etc…, molto probabilmente quell’uomo sta ricevendo una forte carica energetica determinata dalla sicurezza e dalla rilassatezza dell’atteggiamento fisico della donna. A questo punto, se i suoi “IO” fossero “d’accordo”, il mediatore reagirebbe a sua volta mostrando una persona disinvolta e a proprio agio.

Facciamo un esempio

Immaginiamo, per semplificare, che quando entriamo a contatto con il campo energetico di un’altra persona, ci siano alcuni tubi (in questo caso livelli) che vanno a collegarsi ai tubi dell’altro. All’interno viaggiano informazioni e quanto più i tubi sono aperti al loro interno, tanto più le informazioni riusciranno a raggiungere l’altro capo e viceversa.

Ecco che di nuovo, il ruolo del “mediatore” è fondamentale. Infatti questi tubi servono a portare il proprio “IO”, il proprio “Essere” all’altro. Se il mediatore è in difficoltà questo trasporto sarà poco fluido e l’altra persona, inconsciamente è ovvio, potrebbe avvertire un problema, un rigetto istintivo.

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Quando siamo in comunicazione con un altro campo energetico, le informazioni scorrono su tutti i livelli e quindi su tutti i tubi. Se uno di questi rimane bloccato, ecco che percepiamo un disagio su quello specifico livello ovvero fisico, psicologico o spirituale.

Quando prima ho detto che bisogna tenere a mente che anche se si parla di relazione con gli altri, il nodo centrale continuiamo a restare noi stessi, è perché in definitiva sia la relazione con noi che con gli altri, dipende dalla capacità del mediatore di saper relazionarsi con i propri “IO” e al contempo metterli d’accordo affinché possano esprimersi al di fuori di sé.

Un blocco di un livello adibito alla relazione con gli altri equivale ad una porta chiusa verso il resto del mondo e quindi un’incapacità di evoluzione e adattabilità su quel dato ambito energetico (fisico, psicologico, spirituale). La mancanza di relazione è una sorta di isolamento, l’isolamento a sua volta significa solitudine e come già sappiamo, un conflitto vissuto in solitudine porta all’autodistruzione, che nel corpo equivale a malattia.

Ricorda: nessuno può comunicarti niente, se tu non glielo permetti!

(oltre che all’interno di questo sito, ricorda che trovi numerosi articoli inerenti anche nel sito www.anatomiaenergetica.it!)

 

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