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Con quali occhi guardi il tuo futuro?

Ci sono due modi per guardare il futuro: uno è con i tuoi occhi, l’altro è con gli occhi dei tuoi demoni. Quest’ultimo, non c’è da sorprendersi, è quello utilizzato più frequentemente. Ma cosa significa guardare il futuro con gli occhi dei tuoi demoni?

I demoni sono emozioni che soffocano un istinto naturale, una predisposizione che sentiamo di avere, un desiderio che vorremo perseguire.

Prendiamo ad esempio Luigi, aspirante cantautore:

Luigi ha 29 anni, sposato, vive in un casa in affitto. In questi anni lavorare non è così semplice. Il suo sogno è quello di poter diventare un cantante, di far conoscere i suoi testi, esprimere ciò che pensa e il suo modo di vedere la vita attraverso la musica. Ovviamente tutto questo nella società odierna non è così scontato. Quante volte un ragazzo che sogna di fare il musicista si è sentito dire dalla gente: “perché non vuoi fare un vero lavoro?” etichettandolo anche come uno svogliato o uno che cerca una vita facile (come se questa, fra l’altro, fosse davvero una brutta cosa).

Luigi quindi esita, rimanda. In questo atteggiamento si nasconde più di un demone. La paura di poter venire meno alle responsabilità, tipo quelle del mantenimento economico della famiglia attraverso il pagamento di un affitto che gli assicura un tetto sulla testa. Potrebbe nascondersi anche il senso di colpa per dare l’impressione di pensare solo a sé stesso e ignorando il buon senso, come pure la vergogna di sembrare uno che cerca una vita facile. Ma non solo! La paura potrebbe anche essere quella di sopravvalutarsi, credendo di poter veramente comporre e scrivere qualcosa che interessi ad altri, oppure la paura di non farcela e la conseguente vergogna che potrebbe derivarne.

E’ tutto corretto quanto detto fino ad ora? Se la risposta è sì, il motivo è semplice: la maggior parte di noi vive guardando con gli occhi dei demoni e non con i propri. Ciò non significa che i demoni dovrebbero essere totalmente eliminati, anzi, fortunatamente ci sono e agiscono, ma quando sono loro a dominare, la tua vita si capovolge dissociandoti dal vero te.

Torniamo a Luigi. Se il suo sogno è di fare il cantautore, il suo futuro lo deve guardare pensando a sé stesso come cantautore! Se riesce a farlo, ovvero pensare che un giorno lo sarà, ogni passo che farà da qui in avanti avrà un obiettivo specifico.

Michelangelo Buonarroti diceva che la scultura, l’opera d’arte, è già racchiusa dentro il blocco di marmo e l’artista dovrà tirarla fuori eliminando l’eccesso. Con questa prospettiva, ogni azione sarà rivolta al risultato finale. Ottimo modo a mio parere di guardare all’opera futura.

Utilizzando questa chiave di lettura nella vita, ogni azione di Luigi perseguirà l’obiettivo scremando gli ostacoli e adottando tutte gli strumenti necessari al fine di raggiungerlo. La paura quindi non lascerà che Luigi lasci quel blocco di marmo intatto continuando solo a desiderare l’opera, ma anzi sarà sua alleata al fine di non commettere errori durante il lavoro. Il senso di colpa non bloccherà il sogno, ma lo renderà attento a non eccedere nell’autoreferanzialità e infine la vergogna non precluderà il suo cammino, ma ne delimiterà i confini. Perché? Perché i suoi occhi vedono il futuro, gli occhi dei demoni vedono i problemi. Ciò non significa che Luigi sarà irresponsabile, solo determinato.

Anche le motivazioni a questo punto diventano molto più forti delle problematiche. Il fatto che adesso debba fare due lavori per mantenere il sogno del 3° (fare il cantautore), non lo vive come un peso, ma come una necessità, uno degli strumenti per liberare l’opera dal marmo. Non è dunque il lavoro che si serve di lui, ma lui che si serve del lavoro.

A questo punto potrebbe sorgere una domanda lecita: “ma se non lo diventerà mai?”. A me piace rispondere che un sogno per essere raggiunto deve essere perseguito. Se non si realizzerà, i tentativi nel raggiungerlo avranno riempito la sua vita. Se neanche ci proverà, a riempirla saranno solo i rimpianti!

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