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Memoria. Quanto puoi fidarti di lei?

Memoria. Hai mai immaginato di incontrare diversi… TE?

Che domanda strana… ma pensaci un attimo. Immagina di entrare in una stanza e vedere che all’interno, seduti in cerchio, ci siano diverse trasposizioni di te stesso alle varie età.

Ci sei dunque tu quando avevi sette anni, venti, trenta, cinquanta e così via fino alla tua ultima “versione” che si trova ormai molto prossima alla dipartita terrena.

Immaginalo davvero e domandati: li conosco davvero questi individui?

Se ti stai chiedendo dove voglio arrivare, te lo dico subito: sì, tu li conosci, ma non quanto credi di conoscerli! E il motivo è semplice. Il tuo cervello non è lo stesso che loro hanno nel proprio cranio o meglio, non ragiona e ricorda allo stesso modo di come ragioni o ricordi tu adesso!

Vediamo di capire meglio.

Noi tutti crediamo bene o male, di avere dei ricordi della nostra vita passata abbastanza nitidi o per lo meno, quello che ricordiamo ci sembra nitido. Ma non è propriamente così. Ti sorprenderesti parlando con il tuo altro TE che ha da poco vissuto quell’esperienza. Ti accorgeresti infatti che fra quello che dice lui e quello che ricordi te, ci sono non poche differenze. In alcuni casi addirittura ti potrebbe guardare come se non sapesse di cosa stai parlando!

In effetti la nostra memoria non è così affidabile. Pensa che ci sono studi che hanno dimostrato che in alcuni casi si possono instillare negli altri ricordi di eventi mai accaduti. Ma nella mente della “vittima” sembrano completamente reali!

Il nostro cervello infatti ha un modo tutto suo di immagazzinare le esperienze che nel tempo tendono a confondersi. Ciò accade perché le connessioni neuronali che si sono formate per ricordare l’evento, si sono “aggiornate” in seguito ad ulteriori eventi.

Un esempio

Porto un esempio che ho letto in un libro (non ricordo il titolo) che trattava le funzioni del cervello umano: immagina di essere stato a una cena. In quel contesto, il tuo cervello ha creato connessioni neuronali per ricordare ad esempio il sapore del sugo al ragù che ti è parso delizioso, altre connessioni per la conversazione fra te e i tuoi amici, altre ancora che hanno rilevato l’ambiente in cui sei e così via. Ora immagina di tornare nel medesimo posto un anno più tardi. Improvvisamente ricordi la cena dell’anno precedente ma stranamente alcuni dettagli sono confusi. Come erano vestiti i tuoi amici? Puoi giurare che il cameriere che ti sta servendo è il solito? Sono mica cambiate le sedie del ristorante? E quella parete è sempre stata verde?

Cosa sta accadendo? Semplicemente i tuoi neuroni in questo anno di differenza sono intervenuti in altre reti di ricordi e adesso non possono più essere precisi come il giorno dopo l’evento passato. Ma non solo… se nel frattempo una coppia di tuoi amici si è separata, potrebbe tornarti a mente qualche indizio di quella famosa cena che presagiva quella rottura. Ad esempio non è forse vero che in quell’occasione lui si era comportato un po’ stranamente nei confronti di lei? Non avevi notato un po’ di imbarazzo fra loro a cui non avevi dato molto peso in quel momento?

Ebbene quei ricordi non sono per niente affidabili, poiché nel ritornare alla memoria si confondono con tutte le altre esperienze che si sono intersecate fra l’evento accaduto e il presente. Se tu potessi parlare con il tuo TE del giorno dopo la famosa cena, molto probabilmente ti guarderebbe un po’ stranito. E pensare che stiamo parlando di un anno prima. Figuriamoci parlare con il TE di quando avevi vent’anni o addirittura sette.

Detto ciò, dobbiamo considerare anche un’altra cosa fondamentale. Più parli con i tuoi TE più lontani nel tempo da quello in cui sei adesso, più ti accorgi di quanto i tuoi obiettivi oggi siano diversi e così anche il tuo modo di ragionare. E’ indiscutibile che il tuo modo di guardare alla vita e al mondo che ti circonda sia diverso da quando avevi sette anni, venti e via dicendo. Questo fa sì che quando tu pensi a quando avevi ad esempio quindici anni, non ricordi esattamente come eri, ma hai un ricordo di te filtrato dalla sottile lente della tua esperienza. Quante volte puoi aver sentito dire un tuo amico cose del tipo “Io la pensavo così anche quando avevo quindici anni”, mentre tu magari ricordi frasi o avvenimenti che lo smentiscono nei fatti.

Ciò significa anche che quello che ti è capitato, ai tuoi occhi di oggi, potrebbe sembrare avere poca importanza, ma il tuo TE che l’ha vissuto, potrebbe pensarla in tutt’altro modo.

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Come ricollegarsi all’argomento energia?

A questo punto potresti chiederti: “ma cosa ha a che fare tutto questo discorso con il mondo energetico di cui tratti in questo sito?”

Bene, se hai capito quanto finora detto, sono sicuro che non ti sarà sfuggito il fatto che ciò che noi siamo oggi, si basa certamente sulle esperienze passate, esperienze che però fatichiamo a centrare correttamente nella nostra mente. Ora, se si pensa che qualsiasi problematica fisica sia dovuta dal trasferimento di un conflitto psicologico sul corpo (Psicosomatica), e che tale conflitto può essere sorto in una delle nostre esperienze di cui però allo stato allo stato attuale facciamo fatica a identificare correttamente, in quanto non possiamo fidarci totalmente del meccanismo della memoria, come possiamo agire oggi su noi stessi?

Beh, una via potrebbe esserci (non a caso ho scritto il libro INSIDE), che è quella di affidarsi non alla memoria visiva, ma a quella emotiva. ATTENZIONE: non sto dicendo che la memoria emotiva non risenta di problematiche dettate dall’aggiornamento delle esperienze, ma bensì che tramite la conoscenza delle nostre emozioni e sentimenti e dunque dei loro risvolti (anche energetici s’intende), si può risalire a fatti ed eventi che ci hanno condizionato. Non a caso è proprio l’emozione che contribuisce a fissare il ricordo.

Per spostarci adesso a livello energetico, se si considera che parlare di Chakra equivale a parlare di “stati di coscienza”, e che detti chakra sono il risultato delle nostre esperienze, si evince che la comprensione delle loro caratteristiche rapportate al nostro processo di crescita (ciclo di sviluppo – articoli -) ci permettono di aprire una porta dentro noi stessi con una logica molto più semplice e accomodante per il nostro cervello. Attraverso le emozioni e i sentimenti e la loro azione sulla formazione dei chakra (stati di coscienza) dunque, è possibile cercare situazioni conflittuali con più precisione anziché annaspare fra le false memorie.

La memoria è disordinata di natura, come la tua coscienza!

Giovanni Amerighi

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Ricorda che è possibile scaricare un contenuto gratuito estratto dai due seguenti libri:

ANATOMIA ENERGETICA – L’uomo e il Campo Energetico: Definizione di IO

INSIDE – Esplorazione del Campo Energetico attraverso Emozioni e Sentimenti: Il 1° ciclo di sviluppo del chakra delle radici

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