fbpx

La relazione nei livelli energetici

Comincia con questo articolo una serie di approfondimenti sui livelli energetici.

Come abbiamo visto in un precedente articolo che ho scritto nel sito anatomiaenergetica.it “Ecco come incidono i livelli energetici nelle nostre relazioni”, i livelli energetici sono 7 ed originano dai 4 nuclei del campo energetico. Abbiamo altresì visto che i livelli si occupano di relazioni e più specificatamente di relazioni con sé stessi e con gli altri in rapporto all’area di competenza del nucleo da cui prendono origine.

Prima di analizzare le possibili implicazioni di questi livelli, bisogna intenderci sul significato di “relazione con sé stessi”.

È lecito domandarsi: com’è possibile che noi ci si debba o ci si possa relazionare con … noi stessi?!

Rispondere esaurientemente a questa domanda in poche righe è davvero improbabile, ma proviamo a farci qualche domanda la cui risposta può avvicinarci alla comprensione:

Quando alla fine di una buona cena ti andrebbe un altro goccio di vino, ma senti dentro di te una vocina che vi dice “No dai, meglio di no!”, con chi stai parlando?

Quando senti un’irrefrenabile voglia di fare qualcosa, ma razionalmente sai che non è il caso, a chi stai negando il piacere?

Qual’è il nostro “IO”?

Il nostro IO, come tutto del resto, è formato da 3 aspetti che assumono vita (e un senso) nel momento in cui sono in relazione fra di loro (Se non lo hai già fatto ti consiglio di scaricare il 1° capitolo gratuito del libro Anatomia Energetica – L’Uomo e il Campo Energetico, cliccando qui).

Esiste un IO profondo, interno, formato dai nostri valori, dalle nostre convinzioni, dalla nostra elaborazione delle esperienze vissute. Esiste poi un IO superficiale, esterno, in profondo contatto con la società in cui viviamo, vittima o carnefice di essa e di come ci presentiamo al mondo, adattevole, in continuo mutamento nell’arco di una vita. Infine, il terzo aspetto, che per dirla in maniera semplicistica, è il mediatore fra i due, il supervisore, il decisionista, la nostra volontà, colui che lascia emergere una parte piuttosto che l’altra. Hai presente quando sei indeciso su quale strada prendere, combattuto ad esempio fra la via del cuore o la via della ragione e ad un certo punto dici: “basta, prendiamo questa strada!”?.

L’insieme di questi tre elementi rappresentano in definitiva il nostro essere ma è soprattutto questo terzo aspetto che dobbiamo prendere in considerazione per comprendere come i livelli si relazionino con noi stessi.

Vediamo uno schema intuitivo di quanto appena detto:

schema-relazione

Quando viviamo un’esperienza, ne prendiamo coscienza (mediatore) trasferendone il risultato nei nostri IO. A sua volta i nostri IO ricevono le informazioni e rispondono al mediatore sulla base della loro esperienza che deriva dalla vita che abbiamo vissuto fino ad oggi. A questo punto il mediatore ne trarrà una conclusione fissando l’informazione completa che diventerà o aggiornerà le basi stesse del nostro essere.

Facciamo qualche esempio

Un uomo incontra una donna e ne viene attratto immediatamente. In questo momento, l’IO superficiale ha appena informato il mediatore, di essere in presenza di una persona che risponde ad alcuni canoni che si ritiene piacevoli.

Inizia la conversazione. Ci troviamo a proprio agio? Mostriamo sicurezza o siamo in difficoltà? E se siamo in difficoltà, per quale motivo lo siamo?
La relazione con noi stessi si può cominciare a capire proprio da questo atteggiamento. Si potrebbe infatti essere in difficoltà sul piano fisico, ovvero avere paura di non essere abbastanza “belli” per poter interessare alla donna. In questo caso potremmo trovarci a toccarci ripetutamente il viso per controllare di essere a posto, tipo non avere peli che escono dal naso o dagli orecchi, avere le sopracciglia in ordine, le labbra pulite e via dicendo. Si potrebbe sennò essere in difficoltà sul piano psicologico e per questo essere poco sicuri di quello che diciamo, facendo fatica a esprimersi in maniera chiara in quanto cerchiamo continuamente di utilizzare vocaboli che non fanno parte del nostro utilizzo comune per cercare di mostrarsi più interessanti.

vedere >>> Guarda i commenti dei lettori <<<

Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come esista una relazione con noi stessi che và aldilà di chi abbiamo effettivamente davanti. Pensaci un attimo: lei o lui ti ha detto che non sei abbastanza attraente? Ti ha detto che non condivide il tuo pensiero o che non ti sai esprimere adeguatamente? No! Lei o lui stanno semplicemente parlando con te e tu continui a porti mille problemi. Non ha niente a che fare con l’altra persona, è un problema fra te e te.
La relazione con noi stessi è in definitiva data dallo scambio di informazioni fra l’IO superficiale, che si preoccupa di adattarsi alla società che lo circonda e l’IO profondo che invece è il nostro “essere” più radicato.

Che cosa significa più radicato? Sappiamo bene che non sempre ci comportiamo come vorremmo. Ad esempio ci sono uomini che non danno importanza alla lunghezza della barba, ma ogni mattina si radono per poter dare l’immagine che tutti si aspettano che debba dare. Ci sono donne che non avrebbero voglia di truccarsi ma lo fanno perché hanno paura di risultare non consone ad alcuni canoni di bellezza.

Dunque, l’IO profondo è quello che non vede motivo di radersi o truccarsi, l’IO superficiale è quello che ci impone di farlo. Ed ecco l’importanza del mediatore: se sarà in grado di accettare questo dualismo interiore e metterlo in relazione, non ci sarà nessun blocco di alcun livello che si occupa della relazione con sé stessi, altrimenti si creerà un conflitto che nel tempo andrà a modificare lo stato energetico delle altre strutture energetiche che si occupano del solito ambito di quello specifico livello.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento e dimmi cosa ne pensi!

Vuoi ricevere gratuitamente l’estratto dal libro INSIDE “Sviluppo del chakra delle radici? Clicca qui

Facebook Comments Box

Commenti