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Si sente molto spesso parlare di chakra e anche qui, su questo sito, abbiamo già affrontato ognuno dei sette chakra osservandone una possibile problematica che può derivare dal relativo demone di riferimento. Abbiamo anche visto i chakra seguendone la maturazione nei primi anni di vita dell’essere umano tramite la serie di articoli presenti nel sito www.anatomiaenergetica.it e ovviamente, all’interno del libro INSIDE – Esplorazione del Campo Energetico attraverso Emozioni e Sentimenti dove sono state dedicate più di 100 pagine al solo 1° ciclo di sviluppo.

Vorrei però da oggi iniziare una serie di articoli dedicati a questi centri energetici, provando a creare una correlazione logica con un qualcosa che possa aiutarci a comprendere meglio come i chakra ci rappresentino. Per farlo prenderemo come esempio la costruzione di una casa che forse, più di ogni altro oggetto, rappresenta al meglio, metaforicamente parlando, la nostra crescita.

Prima di cominciare dobbiamo ricordare che un chakra non deve essere immaginato come qualcosa di fisico nascosto chissà dove nel nostro corpo, ma come un sorta di programma o software, uno stato di coscienza che si occupa di un determinato ambito della nostra vita sociale e fisica, in continuo aggiornamento grazie alle esperienze che facciamo nella nostra vita e ai pensieri che sviluppiamo o interpretazioni che diamo di qualcosa.

Bene, detto questo partiamo con il primo chakra e cominciamo a costruire la nostra casa.

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Il 1° chakra – le fondamenta

Il 1° chakra è detto il chakra delle radici ed è il primo stato di coscienza che iniziamo ad elaborare già dall’interno del feto quando, dopo poche settimane dal concepimento, cominciamo a fare le prime esperienze intrauterine. Sappiamo infatti che ancora prima di nascere, il bambino o la bambina comincia già a sviluppare le sue attività sensoriali e per questo il feto può dirsi un’ottima palestra per il nascituro. Sviluppiamo innanzitutto il tatto partendo dalla zona della bocca, ma anche l’olfatto che sarà fondamentale alla nascita per riconoscere l’odore della mamma, la vista con cui percepiamo la penombra all’interno della pancia ma soprattutto ci servirà a conoscere e riconoscere il viso della madre, l’udito che ci permette di prendere confidenza con le voci e i suoni e infine ovviamente il gusto.

Il fatto di sviluppare i 5 sensi già all’interno del feto, ci indica come sia logico che già da quel momento un bambino cominci a fare esperienza di sé, anche se ovviamente in maniera diversa da quella che sarà una volta nato e cresciuto. E’ in questo momento però che possiamo dire che cominciamo a creare le fondamenta della nostra casa. E’ indubbio che anche lo stato emotivo della madre contribuisce a rendere più o meno solide queste fondamenta.

E’ quindi dal corpo che comincia la nostra avventura nella vita ed è quindi logico che il primo chakra a fare la sua comparsa si occupi proprio di tutto ciò che ruota intorno al fisico.

Come le fondamenta della casa, questo chakra ha il compito di costituire le basi della nostra esistenza, fornire il sostegno necessario al suo sviluppo ed essere in grado di reggere al peso delle nostre esperienze. Cosa potrebbe fare un cervello in forma senza il corpo a seguirlo?

Questo chakra ha un solo grande nemico che nasce dalle nostre paure. Come le crepe nelle fondamenta, la paura crea una zona più fragile dove le scosse creeranno maggior danno. La paura ci impedisce di spingerci ancora più in alto che tradotto significa limitare il nostro potenziale. Esistono quindi solo due possibili scenari. O decidiamo di risolvere la nostra paura oppure lasciamo che essa ci immobilizzi. Attenzione! La paura è un grande nemico ma la sua esistenza ci permette di non correre rischi inutili. Per questo motivo è importante rispettare questo nemico e fare in modo che la sua presenza diventi motivo di crescita.

Non dobbiamo mai dimenticare che viviamo la nostra vita attraverso un concetto dualistico per poter interpretare un’esperienza e che il positivo e negativo sono essenziali per la nostra esistenza. L’errore però da non commettere è attribuire alla paura l’attributo di “negativa”. Non è la paura infatti ad essere negativa, ma il modo con cui noi ci relazioniamo ad essa.

“La paura è immobile, a noi resta decidere se restargli accanto o costringerla a muoversi!”

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Nel libro INSIDE – Esplorazione del Campo Energetico Attraverso Emozioni e Sentimenti puoi trovare ulteriori approfondimenti circa questi argomenti.

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