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Dove la tua casa incrocia il tuo ego! (3° Chakra)

La costruzione della nostra casa continua e dopo aver poggiato le fondamenta (1° articolo) e tirato su le mura perimetrali e il tetto (2° articolo), ecco che lo spazio interno ci è noto e siamo pronti ad arredare gli interni. Come la “vediamo casa nostra”?

Anche in questo caso, come nel precedente articolo, dove ho chiesto di ricordarsi della caratteristica del “sentire” del 2° chakra, qui ti chiedo di registrare nella tua mente il particolare del “vedere”, perché anch’esso ci aiuterà in seguito a comprendere meglio le relazioni fra i chakra.

Tornando alla nostra casa, la scelta dell’arredamento ed anche la sua disposizione è il riflesso di noi stessi in quanto ogni cosa viene posizionata in modo tale da essere sì utile allo scopo, ma al tempo stesso rappresenta il nostro modo di voler vivere dentro quella casa. Ecco ad esempio che potremmo optare per una cucina minimalista nonostante si disponga di una stanza enorme oppure una cucina che riempia tutti gli spazi possibili. Le pareti possono essere totalmente bianche oppure costellate di quadri, quadretti o porcellane appendibili. Stessa discorso possiamo farlo per la TV. C’è chi potendo metterebbe una televisione grande come tutta una parete e chi invece gli basta averne una che funzioni. Nella scelta degli arredi c’è chi opta per l’estetica e chi invece per la funzionalità, chi si prende tutto il tempo possibile prima di scegliere l’acquisto ideale e chi invece arreda tutto in un giorno. Certo, nella società odierna le scelte sono dettate anche dalla disponibilità economica, ma non sempre chi ne ha molta costruisce un castello e chi ne ha poca si accontenta, senza considerare il fatto che anche quando il denaro non è molto, le scelte oculate possono dare ottimi risultati.

Quando arrediamo la nostra casa, stiamo rispondendo ad una domanda che il nostro ego (3° chakra) ci richiede: quanto o cosa dovremmo avere per essere?

L’ego è rappresentato dal senso del controllo e dal senso del potere inteso come la propria capacità di realizzare i propri desideri appagando i due chakra sottostanti. Quando la nostra casa ci soddisfa, la viviamo con appagamento sia fisico (chakra delle radici) che emotivo (chakra del sesso).

La casa è anche quel posto dove noi ci vogliamo sentire sicuri e questo lo si può ottenere attraverso il riconoscimento di controllo su di essa. Quando subiamo un furto, il nostro ego viene messo a dura prova perché intaccato nel suo bisogno primario.

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Il 3° Chakra – Ego

Con la formazione e lo sviluppo del chakra dell’ombelico la nostra identificazione si rapporta con la nostra volontà. Ciò che riusciamo ad ottenere, il raggiungimento di nuovi obiettivi, la percezione di responsabilità che ci viene attribuita o riconosciuta, vanno a nutrire quel senso di controllo e potere di cui parlavamo poc’anzi. Se mi pongo l’obiettivo ad esempio di realizzare un cancello di legno per dividere due spazi del mio giardino e riesco nell’intento “creando” qualcosa che mi piace, quel risultato appagherà quella sensazione di poter controllare e soddisfare i miei bisogni. Anche il fatto che mi venga permesso di costruirlo dagli altri miei familiari, laddove ce ne fossero, costituisce un incentivo alla stima nei miei confronti in quanto mi arreca sicurezza e riconoscimento. Che sia cosciente o no, questa sensazione è sempre presente.

Un bambino comincia a costruire il suo ego quando il proprio corpo e la parola comincia a renderlo autonomo o perlomeno gli consente di sembrarlo. Verso i 18 mesi nel bambino o nella bambina avviene l’esplosione del vocabolario e ciò gli permetterà di farsi capire al meglio, di poter soddisfare i propri bisogni essendo in grado di comunicarli e dunque di riceverne il risultato.

Traslando questo concetto sulla nostra casa, il bambino riesce adesso a poter cominciare ad arredare le proprie stanze avendo la possibilità di inserire quegli elementi che lo contraddistinguono.

In questa tenera età, la soddisfazione del proprio ego la si ottiene sulla spinta dei due chakra inferiori che richiedono costantemente al bimbo di poter essere soddisfatti. E’ dunque il raggiungimento del piacere che lo guida e il suo ottenimento lo rende sicuro delle sue capacità fisiche e di comunicazione infondendo una sensazione di sicurezza e controllo. Anche le bizze fanno parte di questo processo. Più sono convincente e testardo nel raggiungimento del mio desiderio, ottenendolo, sarò più sicuro di poter soddisfare i miei bisogni.

È indubbiamente una fase delicata dove il genitore deve essere in grado di bilanciare pazienza e severità in modo da controbilanciare la forte energia di liberazione che si sta producendo nei chakra inferiori del piccolo. E’ infatti utile che il bambino raggiunga le sue vittorie in modo tale da costruire quel suo senso di sicurezza ma anche che prenda coscienza che la vittoria non è così scontata. La sua casa potrà quindi arricchirsi di nuovi trofei che si traducono in nuova consapevolezza.

Il demone dell’ego

Ciò che ferisce di più il nostro ego contraendolo, è la vergogna. Questa, a differenza del senso di colpa che come abbiamo visto contraddistingue il 2° chakra, non solo ci limita ma va a colpire in profondità sottraendoci il controllo. La vergogna non può essere controllata dal pensiero come il senso di colpa o la paura, ma penetra all’interno costringendoci ad affrontarla.

Si può dire che la vergogna assume tanta energia quanta può assumerne il nostro ego e per questo stiamo sempre molto attenti a evitarla. Facciamo un esempio con la nostra casa. Noi ci sentiamo bene in essa e la viviamo quotidianamente in totale serenità. Basta però sapere che qualcuno verrà a farci visita, che molti di noi sentono il bisogno di ripulire tutto. Non parlo di pulizie standard (intese anche come ordine) che ogni giorno bene o male facciamo, ma di un’accurata sistemazione della casa, come se mostrare qual è la nostra normalità possa in qualche modo sottoporci a un giudizio che può scatenare la vergogna. Ovvio che non ci interessa molto se la struttura possa avere qualche problema, piuttosto che sia in ordine ciò che in essa è compreso.

Come per tutti gli altri “demoni” dei chakra, la vergogna non può essere definita negativa o positiva in quanto la sua presenza è utile a comprendere i nostri principi e le regole sociali munendoci del rispetto, caratteristica imprescindibile per poter vivere con la consapevolezza e la considerazione dei diritti altrui.

“Non aver paura della vergogna, limitati a rispettarla!”

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