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Chakra del cuore – Identità sociale – demone: dolore

Il 4° chakra, chakra del cuore, è quel centro energetico che, posto nel mezzo fra i tre chakra inferiori del nostro IO primitivo e i tre superiori del nostro IO relazionale, funge come un mediatore fra noi e le nostre relazioni oltre a subire, e a sua volta influenzare, più di ogni altro i problemi derivanti dagli altri 6 chakra. In questa sede alloggia l’amore inteso nella sua accezione più ampia. L’amore di cui si parla non è il sentimento che si prova verso il partner che, in quanto appunto sentimento, è relativo al chakra del sesso, ma l’amore in senso generale che può definirsi con il rispetto verso il prossimo, verso la natura, alla base delle relazioni con gli altri, con il mondo, con l’Universo tutto, verso un Dio, insomma: amore nella sua totalità.

L’amore è anche ciò che ci rende sensibili, che ci dona gioia e che ci mostra la nostra capacità di dare e ricevere amore. Per questo motivo l’identità di questo chakra è l’Identità sociale. Identificarsi socialmente significa definirsi in base alle relazioni: “Quante persone mi vogliono bene?”, “Quanti amici ho?”.

Ciò che riesce a contrastare questa voglia o gioia nell’amare e nel sentirsi amati, è la presenza del dolore. Chiariamo subito: il dolore non ci rende cattivi, ma ci isola.

 

dolore e 4° chakra

Come precedentemente detto, il chakra del cuore si trova in una posizione centrale rispetto agli altri e apre il nostro IO ai rapporti sociali. Un blocco di esso, causato dal demone del dolore, ha dunque una forte influenza nelle relazioni. Chiudendosi, esso ci costringe a concentrarci sui nostri primi 3 chakra per risolvere il conflitto all’interno delle nostre mura. Ecco il motivo per cui quando soffriamo per qualcosa tendiamo ad isolarci, a chiedere di essere lasciati soli e a non aver voglia di vedere troppe persone ed essere così magari costretti a parlare o a vedere e subire la loro preoccupazione. Tendiamo a isolarci per vivere il nostro dolore e trovare conforto nelle nostre lacrime. In fondo, in condizioni normali, nessuno può capirci meglio di noi stessi.

Superata la fase del dolore acuto, giunge il momento di riaprirsi al mondo, rinnovati nei nostri primi 3 chakra grazie all’accettazione. In questa fase sentiamo il bisogno di tirare fuori il nostro dolore e condividerlo con gli altri, siamo pronti ad ascoltare le loro parole di conforto, il loro punto di vista. Siamo quindi in grado di farci aiutare dall’esterno. Se questo però non dovesse accadere, significa che l’accettazione non è mai giunta, confinandoci dunque in una sorta di limbo.

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l’asociale

E’ doverosa una premessa: con il termine asociale si intende una persona che non ama vivere assieme agli altri oppure si dice di colui che non è adatto alla vita sociale o addirittura privo di coscienza sociale. L’asocialità, in questo contesto, va distinta da quella cercata volontariamente per caratteristiche dovute alla propria personalità che è frutto semmai del 3° chakra.

L’asocialità che perviene dal 4° chakra è quella che interviene in seguito ad un dolore o un trauma sofferto. La non accettazione dell’evento che ha scaturito il dolore infatti, porta alla chiusura o alla difficoltà nel relazionarsi con gli altri perché distratti da esso. La mente continua a elaborare il dolore senza trovarne soluzione. Seppur illusoriamente dimenticato, questo dolore continua ad ardere nell’inconscio condizionando l’azione del chakra del cuore. Ne scaturisce dunque una persona che non ama circondarsi di amici, o meglio, incapace di stringere rapporti di amicizia profonda e di aprire l’accesso alla propria personalità, ai propri sentimenti e ai propri desideri profondi. In questo senso, l’asociale non è colui che non ha amicizie, ma colui che dopo il trauma non è più in grado di crearne e, seppur non rifiuti le vecchie, tende a prenderne più frequentemente le distanze.

In questo caso, l’operatore energetico potrà indagare, oltre al chakra del cuore, il chakra del sesso e il chakra della gola. C’è da dire però che il 4° chakra lascia traccia su tutti i restanti e la via della risoluzione, è più da ricercarsi a livello emotivo-mentale. La presenza di un buon amico rende più accessibile il suo campo energetico.

 

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