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Il sentimento dell’amore nel campo energetico (gelosia, morbosità)

Gelosia e morbosità, sono due condizioni spesso associate all’amore, ma che non derivano dalle solite strutture energetiche a cui questo sentimento è associato.

L’amore è un sentimento puro, naturale, che sfugge al controllo cosciente e per questo viene gestito dall’essere umano attraverso meccanismi trasversi. Prima di entrare nel merito, è bene analizzare per un attimo cosa intendo con la parola amore.

Innanzitutto, come affermato anche nel titolo di questo articolo, l’amore è un sentimento, e come tale è associato al chakra del sesso. Sappiamo però che questo sentimento viene identificato nel cuore e anche ciò è corretto, se però l’amore di cui si parla è inteso nella sua definizione più ampia, ovvero quella forza che ci fa guardare il mondo e muoverci in esso con la consapevolezza e il rispetto dell’esistenza altrui, sia essa vitale (vita corporea) sia non vitale (vita materiale). Si può amare infatti qualcosa piuttosto che qualcuno, e sempre di amore stiamo parlando.

In questo contesto però vorrei prendere ad esempio anziché il classico amore verso un partner, l’amore di un genitore verso il figlio.

 

Genitore e figlio

L’amore verso un figlio è innegabile, insostituibile, unico. Non è il legame di sangue a crearlo, ma il legame del cuore. Quella piccola creatura ha stravolto il nostro mondo, le nostre certezze, ha alimentato nuove paure, prese di coscienza, responsabilità. Ma più di ogni altra cosa, ci ha fatto sentire madre, padre, famiglia, orgogliosi, felici, sensibili, creatori e ancora migliaia di altre sensazioni. Sentiamo di dovergli tutto e di proteggerlo.

Non è in discussione l’amore per un figlio, ciò che lo è invece è il modo in cui glielo riversiamo addosso. Fino a dove un figlio può essere considerato nostro? Lo è certamente per nascita, oppure per legame affettivo, ma poi? Siamo in grado di lasciare a nostro figlio la sua libertà fisica, mentale e spirituale? Pensando al suo futuro vediamo la sua volontà o ciò che vorremmo fosse?

Quando l’amore lascia spazio alla razionalità, diventa umano, con i suoi limiti, i suoi condizionamenti. Beninteso che con questo non si sminuisce l’importanza della protezione e dell’esperienza genitoriale, fin dove il nostro amore può considerarsi libero e non di proprietà che ci auto-riserviamo?

L’amore non conosce negazione ma libertà di manifestazione. Io sono felice perché tu sei felice! Ciò vale anche nel caso la felicità dell’altro non sia rivolta a noi.

Ripeto: L’amore non conosce negazione ma libertà di manifestazione!

 

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L’amore nel campo energetico

Quando amiamo, lo facciamo con tutti i nostri sensi, che in ambito energetico si traduce con tutte le strutture energetiche che ci compongono. Non a caso il chakra del cuore, si trova nel centro del sistema (vedi INSIDE – pag, 75) fra i chakra profondi dell'”IO” primordiale e i chakra più superficiali dell'”IO relazionale” (nel riferimento fra noi e l’esterno). Ciò implica che il chakra del cuore, più di ogni altro chakra, è in grado di presentarsi in ogni attività delle altre componenti del sistema. Questo vale anche quando intervengono i demoni dei chakra. Il dolore infatti, demone del chakra del cuore, può presentarsi con la paura (1°chakra), con la colpa (2° chakra), con la vergogna (3° chakra), ma anche con la menzogna (5° chakra), con l’illusione (6° chakra) e con l’incapacità di cambiare (7° chakra).

Per poter amare con tutto sé stesso, e quindi con tutte le strutture energetiche, bisogna che esse siano il più possibile in equilibrio. Se infatti abbiamo paura dell’amore o lo snobbiamo, se ci sentiamo in colpa nei confronti di esso o ce ne freghiamo, se ce ne vergogniamo o lo dominiamo, se gli mentiamo o ne siamo sottomessi, se lo illudiamo o ci lasciamo illudere, se lo costringiamo, non si può più parlare di amore puro, ma di amore condizionato. E’ da notare come negli esempi appena citati, arrivando alla caratteristica del chakra della corona (costringere, rimanere attaccati), non c’è un suo contrario, in quanto lasciare libero, è essa stessa condizione dell’amore puro.

Amare infatti è sinonimo di libertà, e meglio ancora di “libertà di essere liberi”. Se sono libero di amare, sono anche libero di ricevere amore e viceversa. Quando conosciamo una persona e ce ne innamoriamo, solitamente nella fase iniziale lasciamo che essa possa amarci liberamente e questo appaga totalmente i nostri sensi. Se in seguito diventiamo eccessivamente gelosi, castrando così la libertà di “essere” e “amare” del partner, l’amore che riceveremo sarà percepito come condizionato e dunque costretto dalla nostra voglia di riceverlo. Ne risulterà dunque un amore non capace di appagare il diritto di essere amati in quanto prigioniero di una nostra richiesta e non di una libertà propria (INSIDE – pag. 134).

Gelosia e morbosità, che affronteremo ancora meglio in un articolo futuro, come detto non nascono dai chakra preposti direttamente all’amore, ma da altri due chakra e relativamente quello dell’ombelico (ego) e quello della corona.

Alla base della gelosia, esiste la paura di perdere l’oggetto d’amore. Sebbene la paura appartenga al primo chakra, è il terzo che viene ancor più stimolato poiché alla paura risponde il bisogno del controllo. Controllo e amore però non vanno così d’accordo in quanto lasciare libero significa appunto non controllarlo. Diversamente da quanto si pensa, a mio parere, non è solo la mancanza di autostima a scatenare la gelosia, ma anche l’esatto contrario ovvero avere troppo stima di sé stessi. Come possiamo permettere di essere umiliati nel nostro ego?

In tutti e due i casi, si assiste a uno sbilanciamento energetico dell’ego che, seppur con motivi differenti, sortisce il solito effetto.

La morbosità è invece una condizione in cui rimaniamo attaccati ad un idea o a uno stato più mentale che sentimentale. Il chakra della corona non equilibrato ci blocca a terra impedendo l’accettazione del cambiamento.

Ricapitolando: in amore, il disequilibrio del chakra dell’ombelico mina la libertà materiale ossia la possibilità che il partner si allontani fisicamente perdendo il controllo su di esso. Quello del chakra della corona mina la libertà mentale ossia l’accettazione di modificare il pensiero che si ha o si pensa di avere di una determinata persona.

“Vivere l’amore significa riconoscere i propri vicoli e le proprie gabbie… e lasciare la chiave in mano a chi si ama!”

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