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Ecco come l’amore incide nelle nostre relazioni! (4°chakra)

Il 4° chakra è chiamato il chakra del cuore. Il solo nome ci fa pensare immediatamente all’amore e ciò è anche corretto, purché si intenda che l’amore di cui si parla non è il sentimento che proviamo verso un’altra persona che sappiamo essere elaborato dal chakra delle emozioni e dei sentimenti, ovvero il 2°, ma quell’amore inteso come libertà di espressione autentica che ci è più nota come “senso dell’amore”, e riguarda tutto ciò che ci circonda, dalle persone agli animali, dalle piante alla natura in genere, verso oggetti o anche concetti quali l’amicizia, la passione, la vita e via dicendo. Ovviamente come primo principio troviamo l’amore verso se stessi.

Il chakra del cuore infatti non è il chakra dell’amore, ma il chakra delle relazioni sociali le quali hanno come principio assoluto proprio quel “senso dell’amore”.

Nella nostra casa possiamo raffigurarlo in tutte le porte o finestre che permettono all’immobile di relazionarsi con il mondo fuori. Aprendo la porta di casa infatti ci immergiamo nel mondo esterno con cui condividiamo la nostra vita o meglio energia. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo esseri sociali checché se ne voglia. Una vita senza relazioni non è contemplata in natura, basti pensare che anche nella totale solitudine siamo costretti a relazionarci con l’esterno se non altro per respirare, bere o mangiare.

La natura è in continuo movimento e noi come esseri facenti parte di essa non siamo da meno. La nostra energia continua a muoversi costantemente in quanto l’immobilità è un concetto inesistente e creato dall’essere umano al solo fine di rendere l’idea del suo contrario ovvero la mobilità. Ciò vale anche per l’amore.

L’amore di cui ho già accennato si basa sull’equilibrio esistente fra l’amore verso noi stessi e quello verso l’oggetto del nostro amore. Entriamo meglio nel merito della questione per comprendere quanto ho appena asserito.

Vita e amore

Cominciamo facendo subito delle associazioni di idee logiche: abbiamo detto che l’amore è presente in ogni relazione e che noi esseri umani, anche se il concetto si può estendere a tutto ciò che ha vita, viviamo in continua relazione con ciò che ci circonda. Ciò significa che la nostra stessa vita è AMORE. Bene! Abbiamo anche detto che l’amore si basa sull’equilibrio esistente fra quello verso noi stessi e quello verso l’oggetto che amiamo. Già qui ci accorgiamo come per vivere abbiamo necessità di entrare in una visione dualistica. Noi siamo 1, ma lo siamo solo ed esclusivamente quando compare 2 (l’oggetto con cui ci relazioniamo) in quanto esso, si può dire, ci informa della nostra esistenza. Non sarebbe possibile infatti rilevarci vivi se non in relazione con qualcosa.

In questa ottica, si evince come la nostra vita sia direttamente proporzionale all’amore che siamo in grado di dare. C’è una bella canzone di un cantautore Albanese naturalizzato Italiano al cui interno dice: “Figlio mio ricorda l’uomo che tu diventerai non sarà mai più grande dell’amore che dai”. Anche se “forse” la frase si riferisce al contesto dell’amore fra partner, inquadra perfettamente la logica dell’amore di cui sto scrivendo.

Non è possibile infatti, in base a quanto affermato precedentemente, che la nostra vita possa essere più grande dell’amore che proviamo e diamo poiché la vita stessa È quell’amore!

In effetti l’amore è presente costantemente, anche in quelle emozioni o sentimenti che riteniamo negativi. Prendendo ad esempio i demoni che abbiamo trovato nei tre chakra già affrontati (1°chakra2°chakra3°chakra) da quando abbiamo iniziato questa serie di articoli, quando proviamo paura realizziamo l’amore verso la nostra vita, nella colpa ci accorgiamo di aver messo in pericolo una determinata relazione con qualcosa, nella vergogna congeliamo il nostro ego per difenderci dalla mancanza d’amore che abbiamo dimostrato.

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L’amore nel primo ciclo di sviluppo del chakra del cuore

Nel bambino in crescita, questa percezione d’amore comincia quando si apre al mondo, momento che coincide all’incirca con l’inizio dell’asilo o delle elementari. E’ qui infatti che le relazioni esplodono, che “l’egoismo” fino a quel momento vissuto assume altre connotazioni in seguito alla condivisione a cui la scuola lo obbliga. In un’aula infatti si viene per forza maggiore costretti a condividere i propri stati d’animo, il proprio tempo, ma anche le lezioni, i maestri e tutto quanto la scuola ci porta ad affrontare.

Le porte e le finestre della nostra casa non riescono a stare chiuse per troppo tempo e piano piano impariamo a non poterne nemmeno fare a meno. Le relazioni diventano maestre di vita e ci rendono coscienti dalle cose più banali a quelle più profonde. Ciò che si comincia a comprendere è la relazione causa-effetto che non ci lascerà più per tutta la vita. Se corro sudo, se prendo freddo mi ammalo, se gioco mi diverto, se condivido faccio amicizia e così via.

Un aspetto che anche inconsciamente un bambino impara, è che tutta la sua vita dipende da lui. Questo aspetto però si va via via perdendo quando cresciamo e capiremo meglio il perché analizzando i chakra che ancora devono svilupparsi e di cui tratteremo nei prossimi articoli.

Rapporto fra amore e dolore

L’amore è costantemente presente e non a caso il suo fardello è rappresentato da ciò che ne dimostra la sua presenza: il dolore.

Il dolore infatti si innesca ogni qual volta l’amore venga messo in discussione. Tanto più amore ci viene sottratto o si pensi che ci venga sottratto, tanto più dolore si presenta. Esso può essere sia fisico che psicologico che spirituale e ciò non deve meravigliare, in quanto la nostra vita, che abbiamo detto essere amore, è sia fisica che psicologica che spirituale. La presenza del dolore ci informa dell’esistenza dell’amore, e in questo contesto possiamo affermare che anche il dolore non è né negativo né positivo in quanto ci rende vivi insegnandoci qualcosa in più su noi stessi.

Smettere di amare per non provare dolore è esattamente il contrario di ciò che si spera di ottenere. Prendiamo per un attimo come immagine di esempio quella del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. La metà piena rappresenta l’amore, la metà vuota il dolore. Più noi riempiamo il bicchiere, più il dolore viene meno. Se decidiamo di svuotarlo perché non abbiamo più intenzione di provare dolore, in realtà non facciamo altro che farlo aumentare ottenendo il risultato inverso a quello che ci siamo preposti. Ricordiamo la relazione vita/amore? Pensando di togliere l’amore non faremmo altro che trasformare quella relazione in vita/dolore in quanto è anch’esso costituito d’amore.

Riflettiamo bene prima di chiudere le porte e le finestre di casa nostra, perché non terremo fuori l’amore, rinunceremmo solo a viverlo!

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