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Relazione spirituale

Con il 5° livello saliamo al 3° nucleo, il nucleo spirituale. Questo è un nucleo particolarmente fragile nell’essere umano in quanto nell’era odierna non abbiamo ancora sviluppato la capacità di gestirlo al meglio.

Un modo per rendercene conto è esaminare quanto spesso ci avvaliamo di bugie o illusioni che sappiamo essere i demoni del e chakra, anche loro originati da questo nucleo. La menzogna è infatti il mezzo per nascondere il nostro IO, coprendo sbagli che abbiamo compiuto volontariamente. La bugia è quindi l’esatto opposto di ciò che siamo poiché mentiamo coscientemente sapendo che il nostro IO ha sbagliato e dunque è venuto meno a sé stesso. L’illusione invece è il mezzo per non vedere la realtà e la costruiamo per difenderci da essa. Ciò però comporta allontanarsi dalla verità e ci mette nella condizione di non reagire e anche di non crescere.

La relazione spirituale con sé stessi prende in esame i nostri valori e i nostri archetipi che costituiscono una sorta di modello a cui ci riferiamo per costruire la nostra vita o il nostro modo di comportarci. Come per tutte le altre relazioni, anche la relazione spirituale con noi stessi può essere interrotta. Se le bugie infatti le raccontiamo a noi stessi e ci illudiamo così di aver superato un ostacolo spirituale, un valore fondamentale, che sembrava contravvenire al nostro progetto di vita, ecco che il 5° livello viene umiliato portandoci in una dimensione diversa da quella che invece stiamo realmente vivendo.

Pensiamo per un momento se in relazione ad un evento che ci accade, si dovesse smettere di credere al proprio Dio o viceversa si cominciasse a crederci. In quello stesso momento il nostro passato su cui abbiamo appoggiato l’intera esistenza verrebbe spazzato via per essere sostituito da un nuovo punto di riferimento che non abbiamo avuto il tempo di integrare ma che si è installato per … “comodità”.

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Cambiare valore di riferimento nell’arco della vita è possibile, non c’è niente di male e non deve essere visto come una mancanza di personalità. Per riprendere l’esempio appena citato si può essere atei e diventare religiosi e al contrario si può essere religiosi e diventare atei. La vita è in continuo mutamento e nulla è escluso. Ciò però prevede un arco di tempo in cui il nostro IO spirituale modifica la sua convinzione e la integra in sé. Quando l’esperienza attraversa tutti i nostri IO e viene assimilata, ecco che il cambiamento può avvenire senza “contravvenire” sé stessi.

Esempio sul 5° Livello:

Andiamo adesso a proseguire l’esempio di Francesca che ci sta accompagnando da diversi articoli precedenti riguardo i livelli:

Francesca si trova sempre più spesso a combattere con pensieri maturati nella sua esperienza passata. Confrontandosi con le amiche o con conoscenti temporanei, in passato Francesca ha più volte asserito che stare bene con Sé stessi significa accettarsi. Più volte ad amiche con linee più rotonde delle sue ha consigliato di non fermarsi a guardare i difetti fisici, perché non sono difetti veri, ma inventati da una società troppo materialista. “Se non hai problemi di salute che te frega!” o “Sei molto più bella di tante magre e anche più intelligente!” diceva.

Francesca adesso però non si piace e si sente in colpa di quanto detto nel passato. “non è vero” si ripete, “per piacermi devo dimagrire! Sarò anche intelligente ma che male c’è a voler essere anche bella?”

Le conclusioni a cui arriva Francesca non sono necessariamente “scorrette”, non c’è niente di male infatti nel volere sempre il meglio, ma … c’è un ma. Francesca improvvisamente rinnega sé stessa. Ricordo che tutto nasce per una paura che il proprio ragazzo sia attratto dalle modelle con cui attualmente lavora perché più magre e belle di lei. La paura di per sé non è sempre negativa, ma lo diventa quando rende ciechi. E Francesca in questo momento è cieca! E’ cieca quando smette di vedere i cambiamenti del suo corpo, quando non lo ascolta, quando lascia che l’insicurezza si impossessi dei suoi pensieri e quando chiude agli altri la possibilità di aiutarla.

Francesca crede ancora in ciò che diceva, ma ciò che diceva adesso è un problema per il raggiungimento del suo obiettivo. Se si trova a combattere con quei pensieri, è perché quei pensieri sono ancora vivi in lei. Negarli significa rifiutarsi e bloccare il normale flusso fra lei e il suo Sé.

C’è una grande differenza fra ciò in cui crediamo e ciò in cui vorremmo credere. Nel primo caso parliamo DI noi, nel secondo parliamo A noi. Per questo motivo, quando ti parli, ricordati di ascoltarti, perché solo così saprai dire se hai ragione o torto!

Giovanni Amerighi

 

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