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4° livello energetico – Relazione psicologica con gli altri

Nel 4° livello energetico, con la frase “relazione psicologica con gli altri” si intende il nostro approccio mentale verso le persone che ci circondano. Partendo dal concetto fondamentale che l’essere umano ha bisogno di relazioni per poter vivere, poiché è tramite esse che alimenta il proprio sviluppo personale, è anche vero che certe volte tendiamo ad isolarci per fuggire da confronti sgraditi o perché semplicemente sentiamo il bisogno di rilassarci in solitudine. Tutto ciò, se non dovuto ad un conflitto presente fra il nostro inconscio e conscio, fa parte del regolare svolgimento della nostra vita e non deve essere visto come una problematica presente nel nostro nucleo dell’ego che è quello dove i livelli psicologici si determinano.

Il 4° livello energetico è preposto a portare il nostro IO mentale agli altri ed è quindi normale che a volte possa verificarsi un problema di collegamento con il livello corrispondente del nostro interlocutore. Bisogna infatti mettere in conto che ognuno di noi crea la propria identità attraverso milioni di fattori diversi che potrebbero non trovare connessioni dirette con i milioni di fattori che hanno costruito l’io dell’altro. Se a questo poi si aggiunge la nostra indisponibilità a cercare di trovare una soluzione alternativa per stabilire comunque una connessione, la chiusura verso il nostro interlocutore è inevitabile. Questo però può accadere anche con chi frequentiamo abitualmente.solitamente abbiamo delle relazioni continue.

Se ad esempio nostro padre, nostra madre oppure un altro familiare ma anche amici o partner, dovessero in qualche modo entrare in conflitto con il nostro modo di pensare e in quel momento noi fossimo indisponibili al “confronto”, il 4° livello si troverebbe rallentato se non bloccato chiudendo di fatto ogni possibile relazione.

Esempio sul 4° livello

Proviamo adesso a vedere come questo può accadere continuando con l’esempio di Francesca che ricordo, per chi non avesse letto i precedenti articoli, che si trova in un momento di crisi con il proprio corpo e per questo ha deciso di intraprendere una rigida dieta:

Con l’andare dei giorni, la madre di Francesca ha cominciato a interrogare la figlia cercando di farla aprire ben cosciente del problema che sta attraversando. In un primo momento la madre si dimostra accondiscendente, comprensiva pur facendo notare l’atteggiamento troppo severo che Francesca si sta riservando.

Francesca cerca di spiegare alla madre che sente il bisogno di migliorare il suo aspetto fisico in quanto non la fa sentire appropriata. Dice che davanti allo specchio la sua immagine non le piace più e non può piacere agli altri se prima non si piace per sé stessa. Dice alla madre anche di non preoccuparsi, di essere cosciente di sé stessa e di non avere problemi. Francesca nega categoricamente i tentativi della madre di metterla in allarme. A poco a poco, questi tentativi cominciano ad essere per lei opprimenti e sempre più spesso risponde malamente.

Il motore energetico del 4° livello è il nucleo psicologico che lo alimenta passando attraverso il chakra del cuore, nonché 4° chakra. Questo chakra, come abbiamo più volte visto, si occupa delle relazioni sociali e ciò significa che una problematica in questo livello tende a inficiare i nostri rapporti con il mondo esterno.

Francesca come già asserito nei precedenti articoli non ha ancora sviluppato alcuna patologia anche se si può dire che è sulla buona strada per farlo. Ciò fa sì che in qualche modo accetta ancora confronti con le persone a lei care, pur non permettendogli di arrivare in fondo al suo IO.

Quando chiudiamo le porte agli altri, la situazione può degenerare velocemente perché se come Francesca abbiamo già rinunciato a dare ascolto al nostro IO profondo, non c’è più nessuno che possa dirci: “Ehi! Hai un problema!”. E sappiamo bene che non ammettere di averlo significa avvantaggiarlo. Il fatto poi che il problema, come in questo caso, non sia già esploso, ovvero non ci sia effettivamente ancora alcuna patologia, ci rende anche più sicuri di avere tutto sotto controllo e di essere nella ragione. In realtà il problema vero, quello già esistente, è la nostra rinuncia ad ascoltarci. La patologia infatti è solo il risultato di una causa e non la causa stessa. Quella causa siamo noi.

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Un altro consiglio

Quando chiudiamo le porte agli altri, ne possiamo essere coscienti. Nel momento in cui ci dovessimo accorgere di mettere troppa energia nel negare le opinioni altrui che ci riguardano, è il momento di fermarsi un attimo a riflettere. Per farlo, attendiamo di avere 5 minuti a disposizione solo per noi stessi, mettiamoci davanti ad uno specchio, scalzi, con le mani appoggiate al muro e con il viso molto vicino al nostro riflesso. Questa posizione ci permette di far fluire la nostra energia. A questo punto chiudiamo gli occhi e facciamo almeno tre respiri profondi. Riapriamoli e fissiamoci negli occhi per 30 secondi senza pensare a niente se non a quello che vediamo. Lasciamo poi fluire i pensieri che andranno inevitabilmente a cadere sul motivo per cui stiamo facendo questo esercizio. Ricordiamoci che siamo soli davanti a quello specchio, non abbiamo bisogno di proteggerci da nessun giudizio o pregiudizio. Siamo noi a confronto con noi. Se dopo aver riflettuto per qualche minuto vi accorgeste di non avere a che fare con nessun demone, quali la paura, il senso di colpa, la vergogna, se non vi siete trovati a negare un pensiero come fosse una bugia che vi state dicendo e se NON negate la possibilità che vi stiate illudendo, bene, potete ancora proseguire sulla vostra strada senza rischiare di essere nella condizione di causarvi un problema. Se invece vi rendete conto di essere sotto il dominio di un demone, non preoccupatevi, perché adesso ne siete coscienti. Prendetene atto onestamente e decidete per voi stessi quale sia la posizione migliore da adottare.

Ricorda: Ogni convinzione può essere messa in discussione, se siamo disposti a guardarci negli occhi!

Nel prossimo articolo saliremo al 5° livello energetico: la relazione spirituale con noi stessi.

 

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