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Il 3° livello del campo energetico si occupa della relazione psicologica con noi stessi. Questo è anche il livello che ha direttamente a che fare con il 3° chakra, dell’ombelico o anche detto dell’ego. Salta quindi subito all’occhio come la caratteristica di questo livello, ossia “la relazione psicologica con noi stessi”, sia perfettamente centrata su quello che può dirsi il motore delle nostre azioni, appunto l’Ego.

Negli articoli precedenti relativi all’argomento livelli energetici, ho parlato di “IO”, delle sue due forme (IO interno, IO esterno) e del suo mediatore. Anche qui, ovviamente, dovremo occuparci di quest’ultimo per comprendere meglio la relazione che andiamo ad analizzare.

Con relazione psicologica si intende il rapporto che abbiamo con il nostro modo di pensare. Pensiero ed Ego sono strettamente connessi in quanto il pensiero sviluppa elaborazioni che soddisfano il proprio ego.

Perché allora possiamo avere problemi di relazione psicologica con noi stessi?

L’essere umano è per così dire “strano”, ed è sicuramente per questo motivo che può dirsi anche meraviglioso. Con il passare del tempo, ci assumiamo degli obblighi, delle responsabilità, ci creiamo delle aspettative che molte volte nemmeno siamo pronti a rispettare. Ci piace fare una famiglia, avere una moglie o un marito, che poi alle volte vediamo come un ostacolo alla nostra libertà. Vogliamo avere un lavoro, denaro, salvo poi lamentarci del poco tempo a disposizione per noi.

Il problema è trovare un equilibrio fra ciò che siamo disposti a rinunciare e ciò che non siamo disposti a perdere. Di nuovo una battaglia fra due caratteristiche proprie dei nostri IO: vorrei ma non posso, posso ma non voglio.

Continuiamo con l’esempio iniziato negli articoli precedenti:

Francesca si trova davanti ad un bivio: rispondere alla fame e fallire il suo obiettivo di modificare il suo corpo, oppure tenere duro. Davanti allo specchio non nota ancora risultati seppur il suo corpo in realtà stia già cambiando.

Francesca pensa che se i risultati non ci sono ancora, è perché non sta ancora facendo abbastanza, come al suo solito. Lei infatti è molto ipercritica nei suoi confronti, forse perché, dopo aver visto i sacrifici fatti dalla madre per mantenerla dopo la perdita del marito, ha sempre pensato che lei forse non sarebbe stata in grado. Francesca vede sua madre come una donna tutta d’un pezzo, difficile a piegarsi di fronte alle difficoltà e determinata. Lei invece si è sempre cullata un po’ sugli allori, con una vita più facile e meno dispendiosa in termini di energie.

Prima di proseguire, va sottolineato che Francesca ancora non ha sviluppato alcuna patologia in quanto è solo all’inizio del suo conflitto.

La situazione nell’esempio ci descrive una persona insicura che vuole provare la sua forza di volontà impegnandosi in qualcosa che ritiene importante. Tutto questo è corretto e inappuntabile, se non fosse che Francesca sta già dimostrando di avere carattere. Come da articoli precedenti, Francesca si è già iscritta in palestra, ha cambiato le sue abitudini alimentari e ciò già denota la sua propensione al cambiamento di stile di vita, cosa non di poco conto.

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Insicurezza

Soffermiamoci comunque su ciò che più di ogni altra cosa mette in luce la problematica della sua relazione psicologica: l’insicurezza.

L’insicurezza è la difficoltà del mediatore nel prendere una decisione o nello specifico, dare un giudizio. Quando smettiamo di fidarci delle nostre capacità di giudizio, la prima domanda da farci è: quand’è che in passato ho provato vergogna?

Troppo spesso tendiamo a identificarci con le nostre esperienze, ma noi non siamo ciò che ci capita ma colui/colei che interpreta ciò che ci è capitato. L’interpretazione a sua volta spesso viene influenzata da diversi fattori che in un’analisi “a freddo” potrebbero perdere di significato diminuendo o eliminando di fatto la vergogna provata e restituendoci sicurezza per il futuro.

Nella relazione psicologica con noi stessi, è importante essere consapevoli della presenza dei nostri demoni (relativi ai chakra) per non cadere nel loro tranello. Se siamo noi ad avere in mano la nostra vita, domani non avremo rimpianti, ma se lasciamo a loro (i demoni) il controllo, saremo destinati a guardarci vivere.

Tornando all’esempio di Francesca, la situazione a livello psicologico può riassumersi così: Lei deve lottare con sé stessa per raggiungere un obiettivo che è nato in seguito alla comparsa del demone della vergogna. L’obiettivo però non ha il fine di combattere con il demone, ma soddisfarlo. Riuscirci, dà l’illusione di poter dimostrare di essere forte e di essere padroni di sé stessi.

Si è appena accesa la miccia di una bomba, ma c’è ancora tempo prima che esploda!

Nel prossimo articolo saliremo al 4° livello energetico: la relazione psicologica con gli altri.

 

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